Una nuova ricetta per servire le cotiche? No: quella per lo Scopo della Vita!

24 Nov

Il  Progetto di Vita

Le statistiche rivelano che la stragrande maggioranza delle persone non conosca il proprio scopo di vita. Alcuni citano il 75% della gente, altri arrivano al 93%! Si tratta comunque di tantissime persone che conducono la vita “alla cieca” e naturalmente questo nonsenso va a vantaggio di chiunque sia interessato a controllare le masse, individui che non avendo uno scopo non si lamenteranno quando qualcuno cercherà di indirizzarli manipolandoli. Diverso sarebbe il caso se tutti avessero un proprio  progetto di vita, poiché  essere eterodiretti non sarebbe più per essi tollerabile. E i Poteri  Economici non potrebbero  sfruttare questa enorme falla aperta nel fianco dell’umanità intera. Va da sé che non siano pubblicizzati né resi accessibili a tutti gli strumenti per la realizzazione autentica del proprio sé. Non giova ai Poteri Economici farlo, se non per i ricavi del business editoriale derivante da opere divulgative di limitato valore, o indirizzate solamente al miglioramento dell’operatività lavorativa.

Gli step fondamentali di un programma  di realizzazione del proprio progetto di vita sono i seguenti:

  • Individuare il proprio progetto di vita.
  • Suddividerlo in attività operative da compiere.

In questo articolo ci occuperemo del primo punto.

Individuare il proprio progetto di vita

Un progetto di vita consiste nell’individuare i ruoli che si desidera ricoprire nei campi fondamentali dell’esistenza.  Ecco l’elenco dei campi principali della vita su cui concentrarsi:

  • Professionale e Finanziario
  • Famiglia ed Affetti
  • Fisico  e Salutistico
  • Piacere e Divertimento
  • Crescita Personale e Spirituale
  • Contributo al mondo– Vuoi avere degli obiettivi che contribuiscano a rendere il mondo un posto migliore? Inquadrare gli obiettivi in un “progetto” più ampio ed universale contribuisce a fornire maggiore motivazione verso il loro raggiungimento. E’ quasi sempre possibile inquadrare gli obiettivi in un’ottica più universale!

Esempi di ruoli? Essere un padre di famiglia. Un avvocato. Qualcuno che segue corsi di danza. Il membro di una comitiva appassionata di viaggi.

Quanti ruoli abbiamo enunciato qui sopra?  4?

No, i ruoli sono cinque. Perché padre di famiglia implica quasi sempre anche il ruolo di marito. Quindi i ruoli che racchiude sono due: marito e papà.

Possono individuarsi circa 7 ruoli per ciascuno di noi. Anche se ovviamente il numero è solo indicativo. E potrebbe variare da 3 a 10. Numeri molto diversi sono più difficili.

Vanno selezionati ruoli che siano nostri. Senza tenere conto di quello che gli altri si aspettano da noi. Se non ci si pone “obiettivi realmente propri” non si sarà sufficientemente motivati a raggiungerli.

Domande da porsi, e di cui analizzare le risposte, per identificare con maggior chiarezza i ruoli da interpretare nella propria vita. Sarebbe meglio farlo in un posto tranquillo, senza distrazioni, in uno stato meditativo vicino al peak state (quello stato in cui si procede compleamente assorti senza accorgersi del tempo che passa):

  1. Pensando a tutto ciò che hai fatto, cosa ti ha reso orgoglioso di te finora nella tua vita?
  2. Fa’ una lista delle cose che fai perchè ti piace farle o per puro divertimento: le tue “passioni”.  Includendo: parti del tuo lavoro che ti piacciono realmente,  le cose che fai per volontariato, sport, arti, letture…
  3. Immagina di essere un multimilionario senza problemi di denaro: come spenderesti il tuo tempo? Compila una lista. Puoi aggiungere all’elenco anche cose che non fai attualmente e non hai mai fatto in precedenza, ma vorresti fare. Può aiutarti per la compilazione della lista le domande: “di cosa mi piace parlare?” oppure “cosa farei gratis?”. E se, a parità di condizioni economiche attuali, ti fosse consentito  di scegliere altre occupazioni, quali preferiresti?
  4. Cosa “noti” abitualmente? Un venditore nota un’occasione vantaggiosa, un parucchiere nota  che i capelli di qualcuno sono fuori posto, un oratore nota un discorso poco ispirato. Cosa noti? Cosa ti infastidisce?
  5. Scrivi una lista delle persone e dei personaggi che ammiri accompagnandoli coi motivi per cui li ammiri! Persone che conosci o meno:  familiari, amici, autori, artisti, leader, personaggi storici, etc. Quali le loro qualità che maggiormente ti ispirano?
  6. Fa’ una lista dei tuoi talenti naturali, abilità, capacità, ”doni”. Amore per l’apprendimento, leadership,  creatività, curiosità, mentalità aperta, saggezza, perseveranza, onestà,  generosità, intelligenza sociale, un occhio per il dettaglio, un gran senso dell’umorismo, abilità matematiche, la capacità di essere coraggioso e sprezzante del pericolo, di rapportarti empaticamente con la gente, di occuparti dei bambini, la musica, capacità organizzative, talento nella recitazione, pittura…
  7. Chiediti: “Chi sono io?”. Fa’ una lista degli attributi che sembrano descriverti da quando sei un bambino, delle costanti che ti accompagnano da sempre. Cosa sognavi da bambino? E i giochi che facevi?  Cosa ne pensi ora?
  8. Quali i tuoi hobby che si sono avvicendati negli anni? Cosa hanno in comune?
  9. Cosa ti fa piangere di gioia, ti commuove, ti fa salire le lacrime agli occhi, o semplicemente  ti mette un sorriso sul viso?
  10. Quali sono  le cose più importanti che hai imparato nella tua vita, finora?
  11. Considerati  i tuoi talenti, le tue passioni e i  tuoi valori, come potresti avvalertene per servire, aiutare o contribuire  (giovando a persone, credenze, cause, organizzazioni, ambiente, pianeta, etc)

Mettendo insieme le costanti di queste risposte, analizzando fino ad esserne soddisfatti, identifichiamo i 7 ruoli da interpretare nella nostra vita. Quando fermarsi? Ecco la regola: scoperto “il proposito della vita” esso deve emozionarci e toccarci profondamente! Si dovrebbe avere la sensazione di aver scoperto un tesoro!  Solo sentendo vera emozione saremo sicuri di aver completato l’opera.  Qualcuno parla di commozione, addirittura…

Una volta pianificato il progetto, è necessario eseguirlo per realizzarlo. E un feedback continuo permetterà di aggiustare il tiro, riformulare e… andare avanti fino al conseguimento finale!

Per interpretare al meglio ciascun ruolo  vanno definiti degli obiettivi. Circa 3 per ruolo.  Ogni obiettivo è scomposto in attività operative. Di tutto questo si parlerà in un prossimo articolo.

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9 Risposte to “Una nuova ricetta per servire le cotiche? No: quella per lo Scopo della Vita!”

  1. icittadiniprimaditutto novembre 24, 2011 a 10:29 pm #

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. minimetal novembre 26, 2011 a 9:01 am #

    Ciao! 🙂 Scusa per il commento frettoloso di ieri (post indignados), volevo comunque dirti che sono contenta di essere compresa da qualcuno sulla questione romana 🙂 Quando dico ai miei amici che “roma non è una città stimolante” mi sento rispondere “scusa, ma che significa città stimolante?”, insomma la voglia di vedere le folle investite da ricche zaffate di napalm è sempre tanta (sono un po’ estrema lo so).

    Per quanto riguarda lo scopo di vita…. sono troppo d’accordo con una delle tue prime sentenze, ovvero che alle persone non vengono forniti tutti gli strumenti per la piena realizzazione del sé, e nemmeno sanno, queste, che vanno cercati, quindi ci si arrangia tutti alla meno peggio.
    Una strategia di successo l’ho sempre vista come un prodotto derivante da un mix di insegnamenti ricevuti dall’esperienza, studi personali e collegamenti sociali. Quello che più di ogni cosa mi lascia perplessa, però, è vedere le mille pippe mentali che bloccano le persone nel passaggio dal pensiero all’azione, il non aver capito che agendo ci sia solo da guadagnare a prescindere dall’ esito finale, e la consapevolezza che i problemi si risolvono al momento in cui capitano e non prima.
    È come se venisse inculcato che per chi osa e non si accontenta c’è solo una brutta fine certa ad attenderlo, mentre per chi vive un’intera vita da servo ci sarà un posto sicuro ai piani alti nell’aldilà. Invece, per essere coraggiosi bisogna essere pure un po’ spericolati, no? 🙂

    Quindi il problema per una persona si pone ancora prima di poter definire una strategia o di sapere cosa si vuole e dividere poi tale problema in sottoproblemi superandoli uno alla volta. Il problema è il non avere la dose di spensieratezza e menefreghismo giusti per passare all’azione. Forse per me è facile perché non ho niente da perdere, o forse sono gli altri che sono radicati in terreni comodi. Chissà.

    saluti 🙂

    • mondocineroma novembre 28, 2011 a 9:23 am #

      Su Roma sono d’accordo con te ma… pur essendo una “grande provincia” essa è sicuramente meglio della… “piccola provincia”!

      E come cinicamente osservano gli stessi romani, se a qualcuno Roma non piace può…andar via!

      Cercare di cambiarla è un’altra questione. Troppo poco tempo!

  3. abb novembre 28, 2011 a 5:29 pm #

    la cotenna
    http://it.wikipedia.org/wiki/Spam

  4. mio capitano dicembre 9, 2011 a 2:36 pm #

    Sai, mondocine, mi fanno sempre un po’ sorridere questi articoli che spiegano alla gente che cosa deve volere, che cosa deve volere per essere felice o addirittura qual è lo scopo della vita e come conseguirlo in cinque facili lezioni. La gente sa benissimo cosa deve e può fare e se non lo fa è solo perché insorgono difficoltà o problemi di percorso che non si possono certo superare leggendo un manuale che ti spiega che cosa fare per essere felice o appagato. E’ decisamente peggio se il manuale o l’articolo che ti devono spiegare che cosa devi desiderare (quale facoltà devi scegliere nell’università della vita, caro il mio ragazzo triste come me ah-ah) usano un linguaggio tecnocratico che fa leva su termini come step, feedback (almeno non è biofeedback) e peak state.
    Scusa il tono ironico del mio commento e ti auguro buona giornata.

    • mondocineroma dicembre 10, 2011 a 6:46 pm #

      Ciao caro, buona giornata anche a te, e scusami se ti correggo a raffica. Hai scritto: “… qual è lo scopo della vita e come conseguirlo in cinque facili lezioni” Allora qui non si vuole indicare uno scopo della vita, ma eventualmente -per chi non lo conoscesse con precisione- come individuare il proprio. Tu dici che tutti lo conoscono alla perfezione, ma a me pare proprio il contrario. E poi come conseguirlo nella pratica lo indicheremo nella seconda e ultima lezione. Dunque non 5 lezioni ma – addirittura – solo due!
      Tu ascrivi dunque completamente alle circostanze esterne il problema essenziale. Ebbene… George Bernard Shaw diceva che: “Le persone che si lamentano del proprio stato danno sempre la colpa alle circostanze. Le persone che vanno avanti in questo mondo sono quelle che si danno da fare e cercano le circostanze che vogliono e se non riescono a trovarle, le creano”. In pratica devi darti da fare per ottenere ciò che vuoi, piuttosto che lamentarti. E se questo “darsi da fare” è portato avanti con metodo, tutto va ancora meglio. E’ questo il fine dei 2 articoli della serie scopo-della-vita, indicare un metodo……..come esistono metodi migliori di altri per cucinare le cotiche così probabilmente ne esistono nel campo della realizzazione dei propri progetti 🙂

  5. Giant febbraio 9, 2012 a 12:24 am #

    A me l’articolo è piaciuto una cifra e adesso aspetto il prossimo! 🙂

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  1. Steve Jobs è morto… iPhone, iPod ed iPad no! « mondocineroma - novembre 24, 2011

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