Panem et Circenses ? No! Panino da McDonald’s e Calcio…

5 Ott

Panem et Circenses Il poeta latino Giovenale, nelle sue Satire, coniò per primo l’espressione ( letteralmente “pane e giochi”) per definire la formula  magica con cui i governanti mantenevano il consenso:

  • placavano  i malumori del popolo e
  • ne distoglievano l’ attenzione dalla gestione del potere

Trattavasi della distribuzione di generi alimentari, di piccole elargizioni economiche, di bagni e terme pubbliche da un lato (il pane) e dall’altro di svaghi collettivi consistenti in gladiatori, belve esotiche, corse coi carri, competizioni sportive e rappresentazioni teatrali  (i giochi).

Ma oggi? Ebbene sì… Il sistema è ancora ampiamente praticato!

Panem et Circenses  cos’è diventato nel mondo odierno? Pane e Panelle da Mondo Arancina e poi al Circo di Moira Orfei? Magari…almeno assaggeremmo prodotti tipici e saremmo spettatori di una certa forma d’arte!

Oggi Panem et Circenses  equivale a: CALCIO e PANINO da McDONALD’s!

Inutile soffermarsi troppo sul McDonald’s …  Contro la “povera”  supercatena di fast-food  è già stato detto tutto, o quasi:  http://www.tmcrew.org/mcd/

Le maggiori accuse mosse a questa Multinazionale sarebbero le seguenti:

  • Cibo non salutare (ricco di grassi, zuccheri e sale, e povero di fibre e vitamine. Un’alimentazione di questo tipo è legata ad un alto rischio di malattie del cuore, cancro, diabete ed altre malattie. Il loro cibo conterrebbe anche molti adittivi chimici)
  • Sfruttamento dei lavoratori (paghe basse, alto ricambio, opposizione alle organizzazioni dei lavoratori, assunzione di gente “ricattabile” che non riuscirebbe a trovare facilmente un altro lavoro)
  • Deforestazioni (usare bovini allevati su  foreste pluviali disboscate, impiegare inutili confezioni di vari tipi, con un ingente spreco di carta, cartone e plastica, che spesso vengono usate appena  un minuto -dal bancone al tavolino- e  molte altre volte finiscono in sporcizia per strada).
  • Sfruttamento del “Terzo Mondo”
  • “Violentare” gli animali ( allevamenti intensivi, in condizioni indescrivibili, dove viene praticato il cannibalismo trasformando animali erbivori in carnivori)

Ovunque spopolano campagne per boicottare ed affondare il gigante del cibo veloce …

Panem et circenses dicevamo… L’unico problema è che il panem inizia a scarseggiare e di conseguenza i governanti hanno pensato bene di aumentare la razione di giochi, divertimenti e premi vari … e veniamo dunque allo svago collettivo per eccellenza, almeno in Italia, il tifo calcistico.

Il calcio come  arma di distrAzione di massa, dunque:  i potenti se ne avvalgono per far si che la gente si interessi a questo sport e non… ai problemi seri!… . Il calcio verrebbe dunque inculcato nelle menti dei cittadini ad iniziare dai piccoli, e  non senza motivo. Ed oltre allo scopo primario della distrazione delle masse, il calcio assolve ad  un’ altra funzione meramente economica essendo  divenuto un “business” per investitori.

Qual è la percentuale della popolazione tifosa di calcio, provate a scommettere? … Vi semplifico la vita, dandovi due alternative: il 15% o il 30% degli italiani…? Quale scegliete?

Sbagliato!

La percentuale di tifosi, in Italia, è di ben… la metà della popolazione. Ovvero il 50% degli italiani è appassionato di calcio e lo segue! (Sondaggio Demos & Pi, Settembre 2011)

La domanda è semplice: se il cibo dei fast food è appetibile a causa del basso costo, della martellante pubblicità e per la dipendenza, ormai nota, indotta da  grassi e zuccheri, cosa rende la gente tanto schiava del calcio?

Il sociologo Zygmunt Bauman, nel suo trattato “La solitudine del cittadino globale”, analizza il difficile rapporto tra sfera pubblica e privata nella società contemporanea e lo fa partendo dall’inquietante paradosso per il quale, malgrado la libertà individuale sia aumentata, è aumentata l’insicurezza collettiva.

Un individuo solo, insicuro e spaurito è quello su cui il calcio fa fortemente presa.

I bisogni soddisfatti dal calcio per il tifoso sono i seguenti:

  • Bisogni di autoaffermazione, di autostima e di successo. Le forti emozioni suscitate nel tifoso dipendono da un imponente fenomeno psicologico che permette di avere un’identificazione vicaria con la squadra o con l’atleta (Antonelli F., Salvini A., 1987).Le identificazioni possibili in un tifoso permettono di affermarsi, di esprimere pareri e giudizi, di mettere in scena il proprio “Io ideale”, soddisfacendo il narcisismo di un Io che può esternare istinti ed emozioni in forme abitualmente impossibili nella vita di tutti i giorni. Attraverso l’identificazione con una squadra o con alcuni giocatori, lo sport consente di ottenere, in caso di vittorie, quelle gratificazioni che compensano le frustrazioni che la vita comporta un po’ per tutti. Una volta “investita” una squadra od anche un solo giocatore particolarmente in vista di “rappresentare se stessi” si difendono a spada tratta anche di fronte alle evidenze contrarie alla opportunità di farlo! Laddove la complessità attuale rende difficile all’individuo affermarsi direttamente, egli può scoprire la possibilità di identificarsi con personaggi di successo e il modo di distinguersi da altri scoprendo dentro di sè, attraverso il tifo, un sentimento di unicità e di vittoria.
  • Bisogni di affiliazione (adesione a gruppi fortemente coesi e con comportamenti e modi di agire stereotipati)
  • Bisogni di esibizione (manifestati spesso attraverso controversie con i tifosi di fazioni opposte)
  • Bisogno di aggressione. Si può ipotizzare che tale bisogno possa essere proprio la chiave della tifoseria che, se mantenuta entro certi limiti comportamentali, rappresenterebbe una vera e propria “ritualizzazione dell’aggressività” con un importante ruolo sociale.  E’ una sorta di psicodramma di massa, perché consente tale “soddisfazione istintuale” in modi regolamentati e limitati nel tempo potendo, di solito, alla fine di una partita o di un torneo, ripristinare l’autocontrollo istintuale e tornare a comportamenti di convivenza pacifica con gli altri… Ma qualcuno passa da tifoso che “soddisfa” gli impulsi a casa propria, di fronte alla TV, ad ultrà violento: Il rischio di assistere a comportamenti che vedono  la trasformazione del tifoso in “ultrà” è stata spesso attribuita a fenomeni relativi alla cosiddetta “Psicologia delle Folle” (Le Bon G., 1971), secondo la quale la situazione di gruppo in cui si consuma il tifo può agevolare l’espressione di emozioni in forme molto primitive, caratterizzate da perdita di coscienza, dalla sostituzione dell’ “Io individuale” con l’ “Io di gruppo”, un processo regressivo che limita la critica e la razionalità, favorendo il contagio emotivo e l’amplificazione delle emozioni.
  • Bisogno di sicurezza, dato dalla costanza delle regole, e il bisogno di cambiamento dato dall’evoluzione della partita

E c’è perfino chi sostiene che il calcio piace così tanto agli uomini indovinate perché ? Il calcio sarebbe un simbolico orgasmo:  la partita rappresenta un grande amplesso in cui il gol finale non è altro che il raggiungimento dell’orgasmo… basta vedere l’esultanza di chi riesce, fra mille acrobazie, a penetrare l’area di rigore e a segnare nella porta avversaria!

Cerchiamo di ritrovare conferme di tanta psicosociologia nella vita “reale”. Ecco cosa dicono, sui vari blog, i tifosi …

“… con il tempo ho imparato tutto su questo sport, e non so perchè lo amo così tanto, so solo che se durante la settimana non sapessi che devo andare allo stadio la domenica la mia vita sarebbe ancora più brutta….. e poi ad ogni gol, saltare in piedi con tutti gli altri………. ci sono delle cose che non hanno veramente prezzo!!”

“… Sapessi in quante situazioni mi sono trovato in cui, non sapendo di cosa parlare con persone di paesi e culture diverse, con le quali non avevo nulla in comune, abbiamo cominciato a parlare di calcio e siamo andati avanti per ore… da li’ siamo poi diventati amici. ”

“ …regala EMOZIONI…emozioni forti…sensazioni ke forse non riesco a trovare in nessun’altra cosa al mondo… Ti fa vivere, litigare, bestemmiare, imprecare, esultare, gioire, cantare, sudare, piangere, ridere… E’ l’unica cosa ke mi regala tutte queste emozioni… nn esiste altro… ”

“Si chiama senso di appartenenza. A me fa piacere seguire qualcosa che mi da emozioni. Film e telefilm sono scritti, il calcio (teoricamente) no. Ci si trova a giocare e ci si diverte. Poi si sceglie una squadra, la si conosce, la si tifa e la si ama. Da una parte sei tu sul campo, dall’altra sono gente più brava di te e alla quale una parte di te sogna di assomigliare.”

E l’inno della Roma, conferma o smentisce? Conferma, conferma …

“Dimmi cos’è,
che ci fa sentire amici anche se non ci conosciamo
dimmi cos’è ,
che ci fa sentire uniti anche se siamo lontani.
dimmi cos’è cos’è
che batte forte forte forte in fondo al cuore
che ci toglie il respiro e ci parla d’amore.
Grazie Roma che ci fai piangere abbracciati ancora
Grazie Roma, grazie Roma che ci fai vivere e sentire ancora
una persona nuova
.
Dimmi cos’è cos’è
quella stella grande grande in fondo al cielo
che brilla dentro di te e grida forte forte dal tuo cuore.
Grazie Roma che ci fai piangere abbracciati ancora
Grazie Roma, grazie Roma che ci fai vivere e sentire ancora
una persona nuova
.
Dimmi chi è
che me fa sentì ‘mportante anche se nun conto niente,
che me fa Re quando sento le campane la domenica mattina
Dimmi chi è chi è
che me fa campà sta vita così piena de problemi
e che me da coraggio se tu non me voi bene.
Grazie Roma che ci fai piangere abbracciati ancora
Grazie Roma, grazie Roma che ci fai vivere e sentire ancora
una persona nuova”.

Embè … che altro aggiungere?!

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Riferimenti:

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8 Risposte to “Panem et Circenses ? No! Panino da McDonald’s e Calcio…”

  1. admin ottobre 6, 2011 a 10:02 am #

    analisi perfetta!

  2. mauro recher ottobre 6, 2011 a 6:31 pm #

    Un individuo solo, insicuro e spaurito è quello su cui il calcio fa fortemente presa.
    se dicevi sfigato facevi prima …..
    ma ,forse ,il tuo articolo ,poteva avere una valenza se ,invece di trattare i tifosi da idioti pecoroni , avvertivi dei pericoli del troppo amore e passione (ma questo vale in qualsiasi campo) e di viverla questa passione più serenamente (il che sono totalmente d’accordo )
    ti faccio un esempio ,sono tifoso della Roma ed ho sky a casa ,seguo la partita ,ma non metto mai l’audio del tifo roma ,perchè mi piace farmi un idea di come gioca la squadra ,finita la partita ,mi vedo i gol delle altre e spengo il televisore ,allo stadio non ci vado visto che mi è impossibile visto che vivo a 600 chilometri dalla capitale …
    non mi sembra di fare nulla di male o di essere lobotomizzato .al calcio dedico si e no 3 ore alla settimana .è grave?

    • mondocineroma ottobre 7, 2011 a 7:56 am #

      Un unico appunto…. “Sfigato” non è sinonimo di “individuo solo, insicuro e spaurito” ma di, ad esempio, “privo di fascino, di attrattive” (uomo sfigato; posto sfigato).
      [Oltre che essere sinonimo di sfortunato].
      Ovvero personaggi ritenuti “vincenti”, “attraenti” e “ok” dalla società moderna possono essere soli, insicuri e spauriti… Dovrei raccontarti ad esempio dei due tipi supertatuati , con la camminata alla John Waine, i capelli rasati e l’ aria strafottente, che ieri sera, dopo cena, sono entrati nel bar in cui mi trovavo pure io…
      Qualche secondo prima di loro era entrato un ragazzo totalmente opposto alla loro tipologia, capelli lunghi, legati, e tratti delicati, forse omosessuale… ma emanante una certa decisa sicurezza. Ho subito notato le risatine che i due “macho” hanno scambiato con il cassiere, appena il giovane è andato al bancone a consumare il suo caffè . Evidentemente per un bar di via Odarisi da Gubbio, nei pressi di Magliana, il giovane era una tipologia “poco comune”! Ma il ragazzo ha fatto tranquillamente quello che doveva fare, ovvero sorseggiare con sicura calma il caffè che aveva ordinato… e quei due? I loro due caffè e due Montenegro apparecchiati vicino al giovane li avevano costretti ad una vicinanza per loro singolare…. Si aspettavano di essere “ammirati” dal solito “frocio”, oppure che lui mostrasse segni di disagio…Ma niente! Gli unici a provare disagio erano loro due, che andavano e venivano dal bancone alla porta alle loro spalle, uno dopo l’altro, in una singolare alternanza carica di nevrosi, come bestie feroci che non capiscono cosa stia succedendogli! Poi il giovane è andato via tranquillamente, e loro due si sono seduti ai tavolini fuori, Montenegro e sigaretta, a parlare di… CALCIO! E dopo un po’ il giovane è ripassato davanti al bar, camminando al fianco di un esemplare di maschio molto più autentico di quei due, e sicuramente attraente e virile… E quei due ? Sono rimasti lì, a bere superalcolici, fumare, parlare di calcio, e forse della passeggiata e della scopata che il giovane gay si sarebbe fatto e loro no…..

  3. minimetal ottobre 8, 2011 a 5:38 pm #

    se proprio devo giudicare (evvai) non ho un’altissima considerazione del tifoso appassionato… dev’essere davvero divertente andare allo stadio a esultare e fare caciara nel branco, o avere una squadra del cuore. però, quando il calcio diventa l’unica ragione di vita al punto da surclassare rapporti umani e altre priorità (fermo restando che non mi permetto certo di insegnare quali debbano essere queste priorità) come nei dialoghi che hai pubblicato, scattano pena e compassione da parte mia. voglio sperare che tutti i tifosi non siano così, anche se, come dice un mio amico “bisogna considerare i grandi numeri”…
    salutini 🙂

    • mauro recher ottobre 9, 2011 a 10:07 am #

      sono totalmente d’accordo con il commento di minimetal,il troppo stroppia ,non c’è niente da fare ….
      però mondocinemaroma ,alla fine ,va sempre a parare sul solito tasto cioè , ,parlano di calcio – sfigati .non scopano ,al contrario dell’uomo effeminato ,presunto gay che si è fatto una bella (presunta,non è che sia matematico) scopata …mi sembra etichettare le persone in questo modo…

  4. mondocineroma ottobre 10, 2011 a 4:05 pm #

    Non so bene quale sia il tasto cui alludi, ma in caso fosse come penso, ti segnalo pure: https://mondocineroma.wordpress.com/2011/10/10/esperienze-di-sinistra-marxismo-a-san-lorenzo-e-%E2%80%9Ctomboy%E2%80%9D-al-%E2%80%9Csacher%E2%80%9D/

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