Almodovar – Recensione e… intuizioni sul Mondo!

25 Set

Per me è ormai una tradizione, quella di non perdermi la “prima” dei film di Almodovar, ma venerdì scorso non sono riuscito a liberarmi di un impegno improvviso e non sono dunque andato al cinema a vedere “La pelle che abito”.

Ci sono stato il giorno dopo, sabato, con un amico egiziano di idee aperte, su parecchie questioni.

La scelta del cinema è caduta su quel  multisala situato all’interno del centro commerciale di Fiumicino. Perché, è vero che il mio amico egiziano è di idee aperte, ma senza un giretto  tra i negozi di abbigliamento da uomo non sarebbe stato facile portarmelo dietro, nonostante pagassi io i biglietti dello spettacolo. Vi dico per inciso che era la sua seconda volta al cinema, e che del film (quando uscendo gli ho chiesto se gli fosse piaciuto) ha detto: -Non lo so… Sì, e no! Sangue, sangue dappertutto, uomini che diventano donne… – E quando gli ho domandato cosa farebbe una madre egiziana se suo figlio dopo anni le si ripresentasse sotto le spoglie di “figlia” mi ha risposto: -L’ammazzerebbe!

E ricordai una cosa che gli avevo detto una volta, facendolo un po’ arrabbiare. Gli avevo fatto notare che non vi erano arabi realmente conosciuti in tutto il mondo, tipo Madonna, Bill Gates, Diana o Madre Teresa e gli ho detto che secondo me la ragione va ascritta alla paranoia antisociale dell’arabo: raramente gli arabi si associano tra loro, e tantomeno lo fanno per un progetto comune che coinvolga il denaro! Da soli, però, non si realizzano i grandi progetti! Per i grandi progeti è essenziale la rete formale, e informale, di interconnessioni tra persone, così da essere sicuri di disporre sempre di tutto ciò di cui si necessita e necessiterà. E ieri potei aggiungere un’altra cagione alla mia lista dei  limiti al successo che affliggono la gente araba: tattasi della la superstizione! Alle scene che coinvolgevano sangue ed atti violenti, il mio amico pareva come orripilato e toccato nel profondo.. “Non va bene….”, ripeteva. La morale religiosa è come una forma di schiavitù per quei popoli. Tuttavia noi “occidentali” non siamo certo messi meglio poiché l’apparente democrazia ed indipendenza dalle Sorgenti Spirituali o Temporali di potere  è per l’appunto soltanto… apparenza. Siamo difatti controllati, monitorati, studiati e di conseguenza manipolati, gestiti e  manovrati da una subdolissima forma di potere, il Potere Economico, che è poi la fonte di ogni altro potere, compresi quello Politico e Religioso. In Occidente non potendosi più servire dei dictat assoluti della Chiesa, o del controllo politico dittatoriale, cose ancora possibili nel mondo Arabo, il Potere Economico se ne resta dietro le quinte, perché ha capito che solo restando nell’ombra nel mondo progredito si può gestire una dittatura assoluta… E dall’ombra, gli studiosi delle varie discipline, mediche e psichiatriche sopra le altre, ci osservano e decidono quale sia il prototipo umano più utile all’Economia, o meglio questo lo sanno già poiché si tratta di una creatura conformista e consumatrice, nonché correata di  scarso senso critico e poverissima autonomia intellettuale.  Ed eccole le nuove generazioni, forgiate dalle televisioni e – credo – da quelle “vitamine” che hanno reso le nuove leve tutte più alte delle precedenti progenie; ed io credo che quelle “vitamine” oltre a renderle più alte le abbiano rese più belle (ovvero con lineamenti più regolari) e meno intelligenti. La generalizzata diffusione di maggiore regolarità nei tratti somatici e fisici serve ad uniformare maggiormente la massa, e ad invogliarla ai consumi: un mostro non compra vestiti, una barbie invece sì!  E tra “vitamine” ottundenti e campagne di lavaggio del cervello basate su bombardamenti continui di stupidità cinetelevisive e depauperamenti scolastici vari, ecco che anche le menti delle nuove generazioni sono fragili e malleabili, adattissime dunque agli scopi dei Poteri Economici.

Tutto questo per dire che gli esperimenti transgenici paventati nel film di Almodovar sono già in atto da tempo!

Un film, per finire, in cui – per l’appunto – il finale è l’unica parte che sappia di Almodovar-delle-origini. Un finale che, fossimo stati in uno di quei film degli esordi, sarebbe stato l’incipit e non la conclusione: la creatura che ha cambiato sesso, torna a casa dalla madre e le si rivela per il proprio figlio ormai donna. E qui una brusca chiusura di sipario, quasi Almodovar stesso volesse avvertirci che nel mondo di celluloide moderno non c’è spazio per passioni o approfondimenti di autenticità emotiva. Un secondo al massimo e …zac… si passa ad altro…e questo solo se si è fortunati! Perché altrimenti ci sono soltanto effetti speciali, mondi in 3D e fregnacce d’ogni tipo che allonatanano sempre più l’uomo dall’autenticità che dovrebbe avere, fatta di sentimenti, spirito critico, curiosità  e passione

L’uomo deve essere stupido perché la stupidità frutta miliardi…Ormai la stupidità è la nuova frontiera!

Be stupid!    (No grazzzie!)

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Una Risposta to “Almodovar – Recensione e… intuizioni sul Mondo!”

Trackbacks/Pingbacks

  1. ESPERIENZE DI SINISTRA (Marxismo a San Lorenzo e “Tomboy” al “Sacher”) « mondocineroma - ottobre 10, 2011

    […] profondo ma in realtà alquanto superficiale e  … infantile. Solo promesse, mai o mal mantenute! Anche in questa pellicola, come in molte altre,  gli spunti più interessanti sono recisi sul nasc…, affinché non risultino troppo disturbanti per la morale comune […]

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